Misure di prevenzione contro la diffusione della legionellosi

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Si avvisa la cittadinanza che l’Azienda ASL Roma H – Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha proposto la diffusione di misure finalizzate alla prevenzione del rischio della legionellosi.
Il presupposto delle misure di prevenzione è l’incremento in Italia dei casi di legionellosi ed il numero non trascurabile di casi nel nostro territorio regionale.
Le misure di prevenzione devono quindi essere attuate da:
- titolari delle strutture turistico ricettive (alberghi, hotel, pensioni, campeggi, residence, agriturismi, bed and breakfast, soggiorni di vacanza, affittacamere);
- dai titolari di strutture termali, ad uso collettivo (impianti sportivi e ludici, palestre, centri benessere, centri commerciali, fiere, esposizioni…ecc.);
- dai titolari di strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali.
Ma misure preventive dovrebbero essere adottate anche dai proprietari delle civili abitazioni, specie di “seconde case” ove si determinano con maggiori probabilità condizioni di rischio per il ristagno all’interno degli impianti idrici scarsamente utilizzati. Ulteriore condizione di pericolo per tali abitazioni è rappresentata dall’approvvigionamento idrico tramite pozzo che potrebbe non garantire acqua adeguatamente clorata.
interventi di prevenzione
Gli interventi di prevenzione dell’infezione da legionella, prevedono sostanzialmente:
● una corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione (impianti a rischio) come gli impianti idrosanitari, gli impianti di condizionamento con umidificazione, le torri di raffreddamento ed i condensatori evaporativi, gli impianti che distribuiscono ed erogano acque termali, le piscine e le vasche idromassaggio;
● l’adozione di misure preventive di manutenzione ed all’occorrenza disinfezione, atte a contrastare la moltiplicazione e la diffusione di legionella negli impianti a rischio, tenuto conto dell’ importanza della adozione routinaria di comportamenti ed azioni nei confronti di serbatoi di infezione;
Per quanto tali misure non garantiscono che un sistema o un suo componente siano prive di legionella, esse contribuiscono a diminuire le probabilità di una contaminazione batterica grave.
La normativa prevede poi specifici interventi di sorveglianza epidemiologica e richiesta di provvedimenti, disposti dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica della ASL, nel caso in cui si verifichino casi di legionellosi.
In ultimo si ricorda che il D.Lgs. 81/08 prevede,da parte del datore di lavoro, la valutazione del rischio biologico e una sostanziale responsabilità dello stesso laddove, in presenza di un rischio, non abbia provveduto a mettere in atto tutti gli accorgimenti e le procedure necessarie ed evitare che dallo stesso derivi un evento dannoso per la salute dei lavoratori.
IL  SINDACO Umberto Leoni

01/12/2010