Olio d’oliva: obbligo di etichettatura anche nei pubblici esercizi

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Avviso per i titolari degli esercizi di somministrazione (ristoranti, pizzerie, tavole calde ecc.)

Il settore agroalimentare nel suo insieme è uno dei settori piu' ricchi di eccellenze, di storia, di valori legati al territorio e del quale la Scrivente Amministrazione riconosce l'importanza e per tale motivo ne ha sempre promosso lo sviluppo.
In merito a tale tessuto produttivo sono state emanate, al fine di garantire la sua diretta tutela, numerose normative europee e nazionali.
Tanto esposto si è verificato anche per la produzione, somministrazione e commercializzazione dell'olio d'oliva.
Con la presente si intende ricordare gli obblighi di legge in merito.
Il regolamento (CE) n. 1019 del 2002 ha introdotto una normativa per l'olio d'oliva in base alla quale l'etichetta deve contenere obbligatoriamente: la denominazione di vendita; il nome o la ragione sociale del produttore; la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento; la quantità di prodotto; il termine minimo di conservazione; il lotto di produzione.
Con decreto del 10 ottobre 2007 il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali al fine di assicurare la rintracciabilità dell'olio di oliva vergine ed extravergine ha reso obbligatorio indicare nell'etichetta anche lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e lo Stato dove è situato il frantoio da cui l'olio viene estratto.
In particolare secondo il citato decreto ministeriale è vietato commercializzare in Italia prodotti che non riportino in etichetta le indicazioni di provenienza di cui sopra se la mancanza di dette indicazioni è suscettibile di indurre in errore il consumatore in ordine all'origine o alla provenienza del prodotto.
Il regolamento (CE) n. 182 del 2009, che ha modificato il regolamento (CE) n. 1019 del 2002, ha introdotto, a partire dal 1° luglio 2009, l'obbligatorietà dell'indicazione in etichetta dello Stato membro da cui provengono le olive utilizzate per la produzione di olio vergine ed extravergine di oliva.
Nell'ambito del presente quadro normativo il comma 4-quater dell'articolo 4 del decreto-legge n. 2 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 81 del 2006, ha disposto il divieto ai pubblici esercizi (quali ristoranti, pizzerie, ecc.) di proporre al consumo olio d'oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.
In caso di violazione delle disposizioni sopra indicate, è prevista l' applicazione a carico degli esercenti di una multa da 1000 a 3000 euro.
Quanto sopra per evidenziare la normativa e gli obblighi imposti dalla stessa rivolti alle SS.VV. in qualità di somministratori e ristoratori.
Il Sindaco - Umberto Leoni

13/12/2010