Lanuvio: Le grandi scoperte dei Pantanacci ad Archeologia Viva a Firenze

Come ogni 2 anni, si svolgerà, il 24 Febbraio 2013, a Firenze al Palazzo dei Congressi, il IX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA, da anni vetrina della ricerca archeologica in Italia e all'estero che, dedicata interamente ai lettori della rivista e agli appassionati di archeologia, strizza sempre un occhio alla divulgazione e ad una efficace comunicazione dell'archeologia.
 
Già sfogliando il programma si può avere un'idea della tendenza della Giornata all'interesse per la comunicazione. Per citare Dario Di Blasi, direttore della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico - Museo Civico di Rovereto. 
Molti interventi da parte di illustri accademici come Andrea Carandini e Luciano Canfora.  Altro nome di richiamo è quello di Valerio Massimo Manfredi.
Tra i relatori del Convegno ci saranno anche il Direttore del Museo Civico di Lanuvio Luca Attenni e il Direttore Archeologo  della Soprintendenzqa per i beni Archeologici del Lazio Giuseppina Ghini che parleranno della stipe votiva di Pantanacci. 
 
Il sito archeologico in località Pantanacci, scoperto nel Luglio del 2012 grazie all’intervento del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza che ha consentito di interrompere uno scavo clandestino, si colloca nei rigogliosi boschi dell'antico ager lanuvinus, non lontano dal celebre santuario di Giunone Sospita; si identifica come una stipe votiva collocata in un antro naturale, interessato già in antico da interventi antropici.
Il costone roccioso accoglie diverse  cavità consecutive e probabilmente comunicanti, dalle cui pareti di fondo tutt'oggi sgorgano spontaneamente acque sorgive attraverso aperture. Plausibilmente si riteneva che queste acque avessero proprietà terapeutiche e salutari, favorendo lo sviluppo di un culto di divinità ad esse connesso. L'analisi chimica permetterà di confermare tale ipotesi.
Gli oggetti donati appartengono a tipologie differenti, con una cronologia prevalentemente orientata al IV – III secolo a. C..
Per quanto concerne il vasellame, sono presenti prevalentemente ceramiche ad impasto (soprattutto olle) e ceramica a vernice nera (tra cui spiccano esemplari miniaturistici e pezzi sovradipinti); riguardo i votivi anatomici invece, sono stati riportati alla luce modelli  raffiguranti mani, piedi, gambe, braccia, figurine intere (maschili, femminili ed infanti fasciati), busti con intestino, vesciche, mammelle, uteri, falli, vulve, orecchie, mascherine con occhi, teste maschili e femminili e soprattutto l'inedita tipologia dei cavi orali.

10/01/2013
Dal: 
24/02/2013
AllegatoDimensione
Il Programma del IX Incontro Nazionale di Archeologia Viva305.25 KB
Ricostruzione della Stipe312.05 KB
Una fase degli scavi106.17 KB