Mostra archeologica al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia

Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, Venerdì 20 dicembre, ore 11.00 inaugurazione della mostra “IL DEVOTO E IL SUO DOPPIO”, Novità dagli scavi di Lanuvium e di Orvieto e materiali inediti da Corniculum
 
Saluti di: Giuseppina Ghini, Direttore Archeologo Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Stefania Panella Direttore archeologo Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Maria Cristina De Angelis, Direttore Archeologo presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria
 
Intervengono: 
Luca Attenni, Direttore del Museo Civico Lanuvino; Massimo Rossi, Comandante del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza; Maria Luisa Bruto, Conservatrice del Museo Rodolfo Lanciani di Guidonia-Montecelio, Simonetta Stopponi, Docente dell’Università di Perugia e Direttore dello scavo nel Santuario di Campo della Fiera presso Orvieto.
 
Il Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, di concerto con l’Amministrazione Comunale di Castiglione della Pescaia, organizza l’Evento “IL DEVOTO E IL SUO DOPPIO”. Novità dagli scavi di Lanuvium e di Orvieto e materiali inediti da Corniculum, consistente nell’allestimento di un’esposizione provvisoria di materiali archeologici, la cui durata è destinata a coprire l’intero periodo delle Festività Natalizie (20 dicembre 2013 – 12 gennaio 2014), introdotta, nella giornata inaugurale del 20 dicembre p.v., dai contributi dei relatori sovranominati.
 
La Mostra viene a costituire un’eccezionale anteprima offrendo a studiosi ed appassionati l’opportunità di conoscere materiali di straordinaria importanza e bellezza che costituiscono un’assoluta novità in quanto provenienti dai due principali scavi (in corso) condotti attualmente nelle Regioni contermini del Lazio e dell’Umbria e rappresentati rispettivamente dallo scavo praticato dal 2012 nella Stipe votiva di Pantanacci nell'antico ager lanuvinus, presumibilmente dedicata ad Iuno Sospita, che ad oggi ha restituito oltre 1500 ex voto in terracotta quasi del tutto integri che riproducono parti esterne o organi interni del corpo umano (teste, gole, piedi, corpi, braccia, mani, gambe, ecc..), e da quello messo in atto negli ultimi anni nel santuario rinvenuto ai piedi della rupe tufacea orvietana in località Campo della Fiera, ove gli studiosi, grazie al rinvenimento di templi, altari, ceramica e votivi di qualità straordinaria, come le splendide teste fittili maschili e femminili, sono ormai concordi nel riconoscere le vestigia del celeberrimo Santuario Federale dei Dodici Populi dell’Etruria, distribuiti fra Toscana, Umbria e Lazio. 
 
Nell’anno ministeriale dell’Acqua, il Museo di Vetulonia ha voluto dare risalto a questa tematica mediante un Evento ad un tempo espositivo e comunicativo (Mostra, interventi dei relatori) connotato dai caratteri della novità e dell’unicità dati dalla straordinarietà dei reperti e dei contesti di ritrovamento, ancora in corso di scavo e dunque di indagine e di scoperta: contesti ove il culto e la sacralità dell’acqua sono nettamente dichiarati e rilevati.
Ad arricchire ulteriormente la tematica e l’allestimento dell’Esposizione, ai votivi recuperati in contesti santuariali viene ad aggiungersi un nucleo di reperti in terracotta, in parte miniaturistici, recuperati in alcuni significativi corredi funerari restituiti dal territorio di Guidonia-Montecelio.
 
NON SOLO ARCHEOLOGIA. Ma il tema archeologico non esaurisce l’intera trama del discorso, articolato anche sul binario dell’Arte Contemporanea, parimenti contrassegnata dai medesimi caratteri dell’unicità e della novità. Alla mostra dei reperti correlati alla figura dell’offerente, rappresentato parzialmente mediante parti del suo corpo offerte alla divinità quali segno tangibile del ringraziamento per la grazia ricevuta, correlata alla sfera della guarigione o a quella della fertilità/riproduzione), si affianca l’esposizione dello splendido “ESERCITO DI TERRACOTTA di Giuliano Ghelli”, pittore e scultore contemporaneo, artefice della straordinaria sfilata di busti femminili divenuti il simbolo dell’augurio e della speranza espressi mediante il sapiente logo ideato dall’artista “piovono sogni: lasciatemi bagnare” e capaci di elevare il corpo della donna, novella “Pandora”, replicato all’infinito in una serie di identiche e ad un tempo differenti ipostasi, a contenitore ideale di quei sogni e quella speranza che compongono il futuro e la fede dell’umanità.
ARCHEOLOGIA ED ARTE ancora unite a formare un connubio solido e insostituibile per significato e capacità di coniugare il passato e il presente in un solo e interminabile “discorso” storico rivolto all’uomo quale protagonista assoluto di questo discorso. 
Ed a sostenere i valori della storia, della tradizione, del passato e presente dell’arte sono ancora quei protagonisti della salvaguardia del nostro territorio e patrimonio nazionale, rappresentati, come nell’Evento presentato, dai componenti del GRUPPO TUTELA PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DELLA GUARDIA DI FINANZA, comandati dal Maggiore Massimo Rossi, cui è affidato ancora una volta il compito di sostenere l’intera iniziativa.
 

03/12/2013
Dal: 
20/12/2013
Al: 
12/01/2014