Attività di contrasto della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio contro i "tombaroli"

in

In merito al comunicato stampa e in particolare ad alcuni servizi televisivi mandati in onda nei giorni scorsi sul TG1 e sul TG3 Regione e ad articoli usciti su diverse testate giornalistiche (“La Repubblica”, “Il Messaggero”, “Il Corriere della Sera”), è necessario esporre alcuni chiarimenti.
 
Nei mesi estivi 2013 la Guardia di Finanza ha rinvenuto nel territorio di Lanuvio, nell’ambito delle proprie attività di indagine contro i clandestini, un altro sito oggetto di scavi abusivi e pertanto sottoposto a sequestro, in cui sono stati riportate alla luce alcune murature antiche in opera reticolata e laterizia, verosimilmente pertinenti all’ampliamento urbano tardo-repubblicano e imperiale della città e che, anche se situate ad alcune decine di metri dalla stipe di Pantanacci, oggetto di recupero e indagini, da una prima analisi sembrano di natura diversa, civile e non religiosa.
 
La Soprintendenza, in collaborazione con l’Università “La Sapienza”, il Museo Civico Lanuvino, il Comune di Lanuvio e il sempre valido supporto della Guardia di Finanza – Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, avvierà quanto prima, presumibilmente entro il mese di settembre 2013, una campagna di indagini nell’area in questione.
 
Grazie alla fattiva collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e le Forze dell’Ordine e in particolare la Guardiadi Finanza, nello scorso luglio 2012 è stato individuato e sottoposto a sequestro giudiziario un interessante sito archeologico, situato nei territori comunali di Genzano di Roma e Lanuvio, in località Pantanacci, a poca distanza dal Santuario di Giunone Sospita.
 
L’immediato intervento della Guardia di Finanza, a cui è seguito uno scavo d’urgenza condotto  nel settembre-ottobre 2012 dalla Soprintendenza, dall’Università di Roma “Sapienza”, dal Museo Civico Lanuvino, grazie anche al contributo economico del Comune di Lanuvio, ha permesso, non solo di fermare l’attività clandestina, ma di recuperare e valorizzare il sito (una stipe votiva in grotta con materiali depositati nell’acqua sorgiva), ma anche di portare alla luce numerosissimi materiali fittili votivi (alcune migliaia), inquadrabili cronologicamente tra il IV e il III-II sec.a.C.
 
I materiali in oggetto, ancora in corso di studio e di restauro, sono in parte già esposti nel Museo delle Navi Romane di Nemi, in una sezione dedicata alla religiosità nei Colli Albani, e nel Museo Civico Lanuvino, dove è stato predisposto un apposito locale in cui si è ricreato l’ambiente naturale del deposito.
 
Sono state altresì avviate indagini sui sedimenti botanici e sui semi presenti nei vasi votivi e sull’acqua sorgiva, per verificarne le eventuali proprietà terapeutiche; tali analisi vengono condotte in collaborazione con il CNR e con la Scuola Spagnola di Storia e Archeologia a Roma, che da anni conduce indagini nel sito archeologico di Tuscolo e che ha gratuitamente offerto la propria disponibilità.
 
In collaborazione con il Comune di Lanuvio e con il locale Museo Civico si è anche avviato un progetto di “musealizzazione” all’aperto e messa in sicurezza della grotta votiva, onde permetterne l’accesso ai visitatori, che già fin d’ora possono prendere visione del sito, accompagnati da personale del museo.
 
Dell’importante rinvenimento è stata data ampia divulgazione sia sui mezzi di stampa e televisivi, sia pressola BIT annuale svoltasi a Paestum il 18-19 novembre 2012, sia al Convegno di “Archeologia Viva” di Firenze del 24 febbraio 2013, sia in quello istituzionale della SBAL “Lazio e Sabina” del 3-6 giugno 2013, sia su riviste specializzate (“Archeologia Viva” di maggio-giugno 2013) e verrà presentato nel mese di ottobre 2013 nella prestigiosa sede dell’Accademia dei Lincei a Roma, nell’ambito di un Convegno scientifico.
 
Quanto sopra scritto, contrariamente ad alcune notizie erroneamente divulgate, dimostra l’ efficienza e la validità del rapporto di sinergia tra le Soprintendenze deputate alla tutela, la ricerca e la valorizzazione e le Forze dell’ Ordine.
 
(fonte: MIBAC)

07/09/2013