La Fontana di Piazza Mazzini

La fontana è inserita sotto la torre semaforica all’ingresso del corso principale di Lanuvio  ed è adibita a fontana pubblica dal 1675, anno in cui Filippo Cesarini ne fece dono alla città di Lanuvio nell’ambito di un progetto unitario di abbellimento urbano conseguente al ripristino dell’antico acquedotto romano.
 
Alberto Galieti, studioso di antichità lanuvine, in un suo articolo pubblicato nel 1948 riporta il resoconto della seduta consiliare del 21 Gennaio 1675, in cui è scritto che il duca Filippo Cesarini aveva dato il permesso di ripulire e ripristinare l’acquedotto romano che portava l’acqua al paese e che a sovrintendere quel lavoro c’era il cavalier Fontana, lo stesso incaricato della costruzione della Fontana degli Scogli.

Nella stessa nota del Galieti si legge che in data 28 Aprile 1675 il duca Cesarini con l’intento di “ Fare le fontane in questa terra desidera che la Comunità faccia portare la tazza e cassa di marmo che si trova nella villa di sua Ecc. e le selci grosse per servizio di dette fontane” .
La tazza e la cassa di marmo di cui si parla sono in realtà due sarcofagi romani che furono collocati uno in P.zza S. Maria Maggiore, dove si trova tuttora, l’altro, invece, collocato in Piazza Mazzini, quello oggetto della presente relazione già ai tempi in cui Galieti scriveva (inizi del 1900), era conservato in frammenti nel Museo Civico.
Oggi al suo posto abbiamo una piccola vasca in peperino.
 

Si tratta quindi di un progetto unitario di abbellimento di Lanuvio voluto da Filippo Cesarini e scaturito dalla ripulitura dell’acquedotto; ripulitura di cui si sentiva l’esigenza già dal 1638, così come è emerso dalle notizie di cronaca cittadina tratte dai manoscritti del Galieti e riportate nei Rendiconti dei Consigli Comunali di Civita Lavinia degli anni 1579-1892. L’acquedotto romano, collocato cronologicamente tra il I sec. a.C. e il I d.C. e il cui percorso è interamente sotterraneo, proveniva da sotto Monte Leone in Comune di Genzano di Roma e, attraversando la collina di S. Lorenzo di Lanuvio, terminava all’angolo Nord-ovest di Piazza Vittime di Brescia, dove doveva convogliare la maggiore quantità d’acqua da distribuire all’antica Lanuvium.

Una recente rilettura degli avvenimenti più significativi dei “Rendiconti dei Consigli Comunali di Civita Lavinia” datati 1579-1892 e trascritti dallo studioso Alberto Galieti riporta alcune notizie riguardanti il sarcofago di P.zza Mazzini: l’8 Settembre del 1726 si richiede il riattamento non solo del fontanone e suoi condotti della Piazza del Borgo, ma di tutte le fontane.
 
Descrizione della Fontana di Piazza Mazzini
Il materiale lapideo di cui è costituita l’attuale vasca della fontana, è un peperino di origine metamorfica, probabilmente peperino proveniente dalle Cave di Marino, di colore grigio scuro. La vasca è liscia su tutti e tre i lati.
 
L’interno della vasca è rivestito da uno spesso massetto in malta cementizia largamente ricoperto da strati di calcare sul bordo esterno.
La vasca è stata incassata di alcuni centimetri all’interno della muratura, alla quale sono stati addossati la faccia di due leoni bronzei, che hanno sostituito due precedenti leoni in marmo stilofori che provenivano dalla Chiesa Collegiata (fase del XIII secolo),  da cui sgorga l’acqua. Allo scopo di sigillare gli spazi tra vasca e muratura è stata utilizzata una malta grossolana di colorazione scura, probabilmente a base di calce e pozzolana, ancora ben visibile tra i due fianchi laterali e la muratura.
Per consentire il deflusso dell’acqua dal bacino della fontana è stato praticato un largo foro nella zona inferiore della vasca.
Questa fontana venne eretta dall’architetto Tommaso Mattei nel 1684. Va però detto  che originariamente il Mattei si servì di un sarcofago romano per la vasca. Tale vasca aveva come base  una sfinge ed un leone che azzannava un agnello e due mezzi leoni di cm. 50 che gettavano l’acqua nella vasca, di cui non è rimasto più nulla.  Prima dell’ultimo conflitto la fontana aveva sulla fronte:  una  bella decorazione a stucco, una nicchia con una cornice intorno, una fascia nel mezzo e una conchiglia in alto. Il tutto era sormontato da due ricchi festoni con una piccola conchigliaia nel mezzo. Questa decorazione è purtroppo andata perduta in seguito alle azioni belliche dell’ultima guerra mondiale, mentre la vasca era stata sostituita già da tempo.