Il Grifone alato

Tra il 1832 e il 1834 tornarono fortuitamente alla luce nell’area del teatro romano di Lanuvio, nel fare dei lavori di fondazione in proprietà Auconi, alcuni elementi architettonici marmorei: un frammento di architrave, quattro frammenti di cornici frontonali, due acroteri angolari, un parapetto.
La scoperta dei marmi ebbe un’eco cos notevole che lo stesso pontefice Gregorio XVI volle recarsi in persona a Lanuvio per ammirarli.
Tra i reperti sopramenzionati quello che desta maggiore interesse è il parapetto marmoreo.
Il pezzo, che sembra essere la parte terminale di un fianco del teatro, reca scolpito a bassorilievo, su entrambi i lati, un grifone alato, seduto sulle zampe posteriori e con una delle zampe anteriori sollevata rampante. La coda si sviluppa in ricche volute, simili a quelle di uno dei due acroteri angolari provenienti sempre dal teatro.
L’orlo verticale del parapetto riporta a rilievo un candelabro al di sotto del quale, all’interno di due riquadri, compaiono rispettivamente un ippocampo ed un albero con appesi ad un ramo un tirso ed un pedum. 
Il materiale lapideo di cui è costituita il pezzo, che si è identificato con chiarezza grazie al recente restauro, è un calcare di origine metamorfica di struttura cristallina, probabilmente marmo lunense, di colore bianco uniforme, con numerose striature grigie.      
Per quanto attiene i dati sulla lavorazione sono ben visibili alcune parti che lasciano in evidenza le tracce degli strumenti impiegati; alcune piccole aree intorno al grifone, su entrambi i lati, mostrano i sottili segni paralleli e incrociati caratteristici della gradina; le ali e il dorso del grifone mostrano in buona parte della superficie segni di lavorazione a scalpello, usato sia di piatto che di taglio.
Il trapano è impiegato nella definizione della volute della coda.
Nelle zone in cui la superficie del marmo risulta meno compromessa è ancora apprezzabile il buono stadio di levigatura, eseguita probabilmente con pietre abrasive e successivi passaggi di polveri abrasive via via più sottili.
I bordi del lato B della transenna, che dovevano essere coperti dalle strutture del teatro, sono stati lasciati ad uno stadio iniziale di sbozzatura e presentano infatti evidenti segni di raspa.
I grifoni raffigurati sul parapetto lanuvino sono stati accostati ai grifi alati scolpiti sul fregio del tempio di Antonino e Faustina nel Foro Romano seguendone la  cronologia che si può far risalire tra il 140 ed il 160 d.C.