Il teatro romano

particolare dei resti del teatro

L’angolo N-W del Castello medioevale di Lanuvio poggia sui resti dell’Antico Teatro romano.
Essi vennero alla luce nel 1831, in occasione dei lavori effettuati dalla famiglia proprietaria. Un anno dopo si recò sul luogo una Commissione Generale Consultiva delle Belle Arti, allo scopo di esaminare, come venne detto, “le antichità quivi trovate”, per accertarne la natura. I tre consiglieri di detta commissione, G.Valadier, A.Nibby e L.Griffi, concordarono nel sostenere che le rovine in oggetto fossero appartenute al Teatro dell’antica Lanuvium, mentre un quarto consigliere, l’avvocato Fea, rimase sempre scettico “se dovesse chiamar (quelle rovine) Teatro o no”.
Lo studio più completo dei resti architettonici, però, fu compiuto in seguito da G.Bendinelli.
In Via A.De Gasperi, ex Viale Umberto I, è visibile per circa 8 metri e mezzo il muro di fondo della scaena che risulta in perfetto allineamento con il muro della fortificazione medioevale. Nel suo sviluppo a semicerchio, con la scaena, il postscaenium e la cavea, il Teatro viene ad interessare tutto l’angolo della fortificazione. Il tratto esterno del muro della scaena è conservato per 5 filari, mentre ne restano ben 9 interrati; il tutto raggiunge l’altezza di quasi 10 metri.
La dimensioni del teatro, in realtà alquanto modeste per una città quale Lanuvium, sono da paragonarsi a quello di Ferentino nel Frusinate.
La datazione della sua costruzione è stata posta da G.Bendinelli nell’età augustea.
Interessanti sono i resti marmorei pervenutici: numerosi frammenti in marmo di trabeazioni e di cornici frontonali e parte terminale di una transenna in marmo con un grifo alato.
Nel 1865 furono rinvenuti due frammenti epigrafici di cui quello più completo, sebbene mutilo, attesta molto bene l’attaccamento degli antichi lanuvini a questo monumento, che avevano voluto restaurare a proprie spese.