I materiali archeologici conservati all’interno del Museo Civico di Lanuvio

alcuni reperti provenienti dall'area del Santuario

All’interno del Museo Civico Lanuvino è conservata una serie di oggetti provenienti dal Santuario di Giunone Sospita, tra cui si segnalano alcune lastre di rivestimento in terracotta, di età tardo-arcaica, con motivi vegetali.
Alcune di esse, di ottima fattura e con una ricca policromia, si inquadrano cronologicamente alla fine del VI secolo a.C., altre terrecotte architettoniche si datano meglio agli inizi del V sec. a.C.
Terrecotte architettoniche diverse per cronologia e per esecuzione potrebbero anche far presupporre un rifacimento, a distanza di pochi anni, del tempio di Giunone Sospita.
All’interno del Museo sono esposti anche una trentina di frammenti di bucchero e d’impasto provenienti dal terreno Dionigi, la cui origine dall’area del Santuario di Giunone Sospita è certa.
Dieci dei trenta frammenti si collocano cronologicamente nel VII secolo a.C. Questi oggetti, ad eccezione del frammento di olletta di impasto e di un frammento di ansa, sono composti esclusivamente da forme aperte e quasi tutte d’impasto.
Oltre ai frammenti di VII sec. a.C., che hanno aperto nuove chiavi di lettura sulle più antiche fasi di frequentazione del culto di Giunone Sospita, si segnalano, all’interno dei buccheri presenti nella collezione Dionigi donati al Museo Civico, due frammenti di piede ad anello di una coppa che attaccano tra loro, databili alla seconda metà del VI sec. a.C., con inciso il più antico alfabetario in lingua latina e  il frammento di parete di una Kylix in bucchero con tubulo incorporato con impiego rituale per libagioni miste, databile alla fine del VII sec. a.C., di cui si sono trovati soltanto altri quattro esemplari e il cui centro di produzione è da localizzare, secondo la Cristofani-Martelli, in un atelier di Cerveteri attivo tra gli ultimi decenni del VII e gli inizi del VI sec. a.C. e specializzato verosimilmente nella produzione di tali Kylikes.