Statuto

Lo stemma rappresentante la Giunone Sospita

L'art. 114 della Costituzione riconosce i Comuni quali enti autonomi dotati di propri Statuti poteri e funzioni. La prima forma di autonomia garantita agli enti locali è quella statutaria (art. 3, comma 4, D.Lgs 267/2000). Essa consiste nel potere dell'ente di dotarsi di un proprio "strumento giuridico che ne informi l'autonomia, ne plasmi l'organizzazione e ne stabilisca le linee di sviluppo dell'attività". Lo Statuto dunque si configura come una piccola "costituzione" approvato con delibera di Consiglio comunale in seduta pubblica e con voto palese.
Lo statuto, nell’ambito dei principi fissati dal Testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in giudizio. Lo statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell’accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal Testo unico.
Gli statuti comunali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune, aziende ed istituzioni da esso dipendenti.

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