Nuovi dati sulla viabilità lanuvina

Nel corso di recenti indagini archeologiche preliminari, relative a edilizia privata, sono venuti alla luce tracciati basolati non noti che si inseriscono in una rete viaria più ampia.
Delle vie che dovevano percorrere l’ager lanuvinus, una in particolare ha offerto e continua ad offrire consistenti tracce archeologiche. Questa taglia il territorio lanuvino da nord a sud: si distaccava dall’Appia antica presso il XIX miglio, rinvenuto nel 1910 e che è stato di grande utilità per una corretta ricostruzione topografica della zona, e raggiungeva Lanuvio dopo aver costeggiato il fianco orientale del Colle San Lorenzo.
Questo importante asse stradale, a cui recentemente sono stati dedicati studi e ricerche che hanno permesso di individuare il percorso con una certa precisione, si dirigeva verso la costa tirrenica, in direzione della città di Antium. L’origine di questo tracciato sembra risalire all’età protostorica ed essere connessa al sistema, ancora più antico, delle transumanze dell’età del Bronzo.
Dalle fonti letterarie abbiamo appreso che la via tra Lanuvio e la costa era pienamente attiva ai tempi di Cicerone (ad Att., XIII, 34; ad Att., XIV, 2) e testimonianza della funzionalità della via in epoca tardorepubblicana è la costruzione del Ponte Loreto da far risalire tra il II e il I sec. a.C., ponte che permetteva il superamento del piccolo fosso di Fontana Torta.
Il tracciato della via fu chiaramente compreso agli inizi del XX secolo da Rodolfo Lanciani che eseguì delle ricognizioni topografiche grazie alle quali giunse alla conclusione che la via doveva raggiungere Anzio e gli diede il nome convenzionale di “via Lanuvio-Anzio”.

Ai piedi del Colle San Lorenzo, come hanno dimostrato gli scavi condotti da Elisa Lissi Caronna e scavi recenti, la via doveva biforcare attraversando in modo non sempre rettilineo il colle affrontando in taluni casi elevate pendenze. Questo tratto urbano è stato definito asse Nord-Sud. L’asse Nord-Sud e la via Anzio–Lanuvio si incontravano nuovamente nei pressi della porta urbica meridionale, nei pressi del Santuario della Madonna delle Grazie. 

Altra strada degna di menzione è quella denominata dal Galieti via Ardeate-Lanuvina, poiché lo studioso riteneva che essa, partendo dal foro dell’antica Lanuvium (ubicato nell’attuale Piazza Carlo Fontana), giungesse fino ad Ardea. La ricostruzione  del tracciato viario operata nel tratto urbano dal Galieti va, tuttavia, rivisitata sulla base di recenti rinvenimenti avvenuti al di sotto del palazzo Comunale.
Silvia Aglietti e Luca Attenni